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Gaz’, Queen of the Desert (2007)

Gaz’, Queen of the Desert
Catalogue text for the exhibition Gazira Babeli – [Collateral Damage], ExhibitA, Odyssey, Second Life, April 16 / June, 2007, curated by Sugar Seville and Beavis Palowakski
Gazira Babeli is an artist born in Second Life on 31 March 2006. Tall and willowy, her expressionless eyes hidden behind a pair of dark glasses, she exudes a strange allure somewhere between voodoo priestess, drag queen and X-men heroine. Of mixed race, she almost always appears dressed in black, usually alternating between her performance outfit (a severe-looking long black coat), and her more casual everyday look (t-shirt, mini-skirt, fishnets and Doctor Marten boots). One thing she is never without, not even when she takes everything else off, is her outlandish cone-shaped head gear, a key part of her get-up, which as we will see, also has its own precise function.
Dynamo (2004)

Han Hoogerbrugge
dynamo
Curated by Valentina Tanni and Domenico Quaranta
Online exhibition organized as part of the event epi-démia: tre giorni di arte contemporanea a Palazzo Nuovo. Torino, Palazzo Nuovo, October 11 – 13, 2004.
dynamo è una rassegna di progetti in rete che intende verificare alcune declinazioni del concetto di contaminazione. Un concetto forse fin troppo generico, dato che l’arte, da sempre, è contaminata o contaminante. E la net art ancora di più. Ha detto il duo olandese Jodi.org nel 1997: “C’è questo slogan hacker: ‘Amiamo i vostri computer’. Anche noi entriamo nei computer della gente. E avere accesso al computer di qualcuno ci onora. Sei molto vicino a una persona quando sei sul suo desktop.” A 7 anni da quella storica dichiarazione, il senso dell’arte in rete è tutto qui.
Per questo, non è facile selezionare questa o quella declinazione del concetto di contaminazione. Ne abbiamo scelte tre, che ruotano attorno ai concetti di “genere”, di “virus” e di “disciplina”. Il primo e il secondo termine non esigono troppe spiegazioni: si tratta, rispettivamente, dell’ibridazione tutta postmoderna tra generi e livelli espressivi e della contaminazione informatica per eccellenza, quella dei bug che infestano la rete. Quanto alla terza categoria, la net art ha dimostrato lungo tutta la sua vicenda una grande disponibilità a ibridarsi con altri saperi specifici, e con altre categorie di attività: la politica, l’attivismo, l’economia, il diritto, le biotecnologie, il marketing, lo spionaggio… Abbiamo pescato nel mucchio, e ne è uscito il pesce più strano, quello che raramente ha avuto occasione di combinarsi con ciò che normalmente intendiamo per arte.
[Domenico Quaranta & Valentina Tanni]




