Archive for the ‘REVIEWS’ Category
Quante stanze ha un cubo?

Julian Oliver, LevelHead, 2008
Published in L’Unità, 18.01.2009, p. 43
Quante stanze ha un cubo?
L’artista Julian Oliver ha progettato un rompicapo alla Escher che unisce divertimento, architettura e arte
Non cercatelo sugli scaffali dei negozi: non lo trovereste. In rete potreste imbattervi in qualche video di presentazione, e nelle istruzioni per fabbricarvelo da voi, se avete le competenze necessarie (è open source). Per ora, se avete voglia di giocarci, non potete far altro che inseguirlo nei numerosi festival di arte elettronica in cui, da qualche mese, ha fatto impazzire migliaia di visitatori. Assicurato: ne vale la pena.
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Pirati in laguna

Domenico Quaranta, “Pirati in laguna”, in Flash Art, n° 277, August – September 2009, p. 18.
Un servizio di file sharing, un movimento d’opinione, un partito politico, una collaborazione artistica: i pirati svedesi non si fermano, e le contraddizioni del fenomeno – dalle tendenze destrorse di alcuni rappresentanti del Pirate Party alla vendita di The Pirate Bay per 5.6 milioni di euro – non fanno che rafforzarne il fascino. Read the rest of this entry »
John Gerrard – Isola della Certosa, Venezia

John Gerrard, Dust Storm (Dalhart, Texas), 2007
Domenico Quaranta, “John Gerrard – Isola della Certosa, Venezia”, in Flash Art, n° 277, August – September 2009, p. 122.
Lo scenario sono le grandi pianure americane: gli spazi desolati del Texas, del Kansas, del Colorado. Il centro della scena è occupato, di volta in volta, da un silos, un allevamento di maiali, una trivella. La videocamera segue un lento movimento rotatorio, in un piano sequenza ininterrotto. L’azione è minima; l’uomo, assente, si manifesta attraverso il suo impatto distruttivo sulla natura. Emblematico, in questo senso, Dust Storm (Dalhart, Texas), del 2007, in cui sul deserto cresce, lenta e inesorabile, una minacciosa nuvola di polvere.
Non è solo un gioco…

© Paul Sullivan
Domenico Quaranta, “Non è solo un gioco: creare mondi è quasi un’opera d’arte”, in L’Unità, June 2, 2009, pp. 40 – 41.
Esiste un settore della cultura contemporanea che meriterebbe più attenzione di quanta siamo generalmente disposti a concedergliene. Il suo indotto ha superato da anni quello del cinema, ma continuiamo a considerarlo un mercato di nicchia. Ha conquistato persone di tutte le età, ma continuiamo a pensarlo come intrattenimento per ragazzini. Richiede investimenti copiosi, il contributo creativo di intere squadre di professionisti e anni di lavoro, eppure non lo prendiamo troppo sul serio. I suoi prodotti li chiamiamo “videogiochi” e pensiamo che questo ci autorizzi a dimenticarci che hanno, spesso, l’articolazione narrativa di un romanzo, la ricchezza visiva di un quadro rinascimentale, la capacità di coinvolgimento di un film, scenari e colonna sonora degni di un blockbuster hollywoodiano.
Diventa un manager sadico

Layoff
Domenico Quaranta, “Diventa un manager sadico”, in L’Unità, April 26, 2009, p. 42.
Per chi la sta vivendo da spettatore, o da vittima, la crisi economica odierna ha tutto l’aspetto di un gioco gestionale giocato male da amministratori incompetenti e più attenti al proprio guadagno che al benessere della società. Ma se sono stati una serie di giochi di “finanza creativa” a produrre la crisi, forse un gioco può aiutarci a risolverla, o quanto meno a capirla. È quanto hanno pensato alcune etichette indipendenti, facendo circolare in rete diversi videogame ispirati alla crisi finanziaria globale. Fra questi, il più duro e il più intriso di humor nero è senza dubbio Layoff (letteralmente, “licenziare”). Read the rest of this entry »




