DOMENICO QUARANTA

The (art) world we actually have does not meet my standards

Archive for the ‘2008’ Category

Janez Janša, uno e trino

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Domenico Quaranta, “Janez Janša, uno e trino”, in Flash Art, n° 269, April – May 2008, p. 62.

Il progetto era avviato da tempo, ma la notorietà è arrivata come conseguenza indiretta di un atto di censura. Il 28 gennaio 2008 si annuncia che la performance degli artisti sloveni Janez Janša, Janez Janšae Janez Janša, intitolata Signature Event Contexte programmata per l’opening del festival berlinese Transmediale, è stata estromessa dal festival. Gli artisti la eseguono ugualmente, la sera prima, e invitano i curatori a un confronto pubblico.

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September 9th, 2009 at 2:51 pm

Joan Leandre – Project Gentili, Prato

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Domenico Quaranta, “Joan Leandre – Project Gentili, Prato”, in Flash Art, n° 270, June – July 2008, p. 139.

La società dell’informazione mette a disposizione di chiunque abbia la pazienza, la voglia e la capacità di metterci le mani strumenti potenti di controllo del flusso di dati, di sorveglianza, di simulazione. Bombe mascherate da elettrodomestici, a volte da giocattoli, ma di cui basta conoscere i meccanismi per riconvertirle in bombe. L’opera di Joan Leandre, in questo senso, potrebbe essere descritta come una collezione di bombe a orologeria. Artista di culto nell’ambito dei media indipendenti e della software art, l’artista spagnolo ama penetrare i sistemi per esplorare la loro struttura interna, e rivelare l’architettura ideologica su cui si regge ogni costrutto informatico e ogni sistema di comunicazione. Nelle sue mani, un videogioco torna a essere uno strumento di propaganda e di manipolazione delle menti, e un simulatore di volo si rivela una potente macchina da guerra da manomettere prima che sia troppo tardi. L’opera di Leandre, spesso criptica e volutamente “user unfriendly”, comprende vecchi virus dalla pericolosità latente, reperti di archeologia informatica, graffiti pacifisti diffusi nei videogame di guerra e programmi che recuperano (e pubblicano) informazioni riservate; il tutti immerso in un magma narrativo che non semplifica certo le cose.

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September 9th, 2009 at 2:45 pm

Electroboutique

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Commercial Protest, 2007

Commercial Protest, 2007

Domenico Quaranta, “Electroboutique”, in Flash Art, n° 270, June – July 2008, p. 46.

Quando un artista ha a che fare con i media digitali, finisce inevitabilmente per fare i conti con due tipologie di produzione culturale, e per dover soddisfare due forme di feticismo: l’arte contemporanea e il media design, il collezionismo artistico e il feticismo tecnologico. Un’opera di New Media Art si trova spesso ad equa distanza tra l’iPod e il teschio di diamanti di Damien Hirst, e la convivenza tra queste due anime non è sempre facile. Se a ciò si aggiunge il contrasto implicito tra la riproducibilità dei media digitali e il vincolo della rarità imposto a ogni bene di lusso, tra istanze libertarie e mercificazione dell’arte, si hanno tutti gli strumenti per comprendere Electroboutique, iniziativa lanciata nel 2004 dai due artisti moscoviti Alexei Shulgin e Aristarkh Chernyshev.

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September 9th, 2009 at 2:41 pm

Ars Electronica 2008

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Julius von Bismarck, Image Fulgurator. Golden Nica Prix Ars Electronica 2008

Julius von Bismarck, Image Fulgurator. Golden Nica Prix Ars Electronica 2008

Domenico Quaranta, “Ars Electronica 2008″, in Flash Art, n° 272, October – November 2008, p. 34.

Sono stati in molti a chiedersi, nel corso dell’ultima edizione di Ars Electronica (Linz, Austria, 4 – 9 settembre 2008), come mai il festival, con le sue 3000 application da 62 diversi paesi e i suoi lauti finanziamenti, sembri fallire, ormai da qualche anno, il compito di farsi specchio del nuovo e dell’inedito, limitandosi a rastrellare il meglio dagli altri festival e a documentare installazioni che pochi altri contesti potrebbero presentare adeguatamente. La ragione avanzata da molti, secondo cui Ars starebbe risparmiando energie e denaro per il grande sforzo del 2009 – quando Linz sarà capitale europea della cultura e il nuovo Ars Electronica Center, riprogettato dai viennesi di Treusch Architecture, sarà visitabile in tutto il suo splendore – non sembra poi così solida. Da un lato, infatti, Ars sembra aver rinunciato a quel fertile legame tra tema del simposio e opere esposte che l’aveva caratterizzata fino almeno al 2005; dall’altro, nell’altrettanto fertile dialettica tra arte, attivismo dei media e ricerca universitaria e industriale, Ars sembra essersi decisamente collocata nella sfera di quest’ultima.

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September 9th, 2009 at 2:35 pm

ALTERAZIONI VIDEO

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Domenico Quaranta, “Alterazioni Video”, in Flash Art, n° 272, October – November 2008, p. 128

“Nemmeno noi possiamo accedere al sito. È sotto attacco da poco prima delle Olimpiadi. Sono quasi sicuro che siano stati i cinesi”, spiega Paololuca. Sorride. Teoria del complotto? Non credo: potrebbero escogitare di meglio. Vero è che, da qualche mese, il sito di Alterazioni Video fungeva da portale d’accesso a informazioni censurate dalla rete cinese: siti pornografici, dati di attivisti politici, ecc. Per ottenerle, bastava fotografare con uno smartphone uno dei loro tappeti – che trasformano i sistemi combinatori di Boetti in una tag QRCODE – e spedirlo a un programma di decrittazione che avrebbe restituito l’informazione codificata nell’opera.

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Written by Domenico Quaranta

September 9th, 2009 at 2:31 pm