DOMENICO QUARANTA

The (art) world we actually have does not meet my standards

Archive for the ‘2008’ Category

Pixxelpoint 2008 – Press Release

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PIXXELPOINT 2008 / FOR GOD’S SAKE!
Kulturni Dom Nova Gorica (Slovenia) is pleased to announce the 9th International New Media Art Festival Pixxelpoint, that will open at the Nova Gorica City Gallery (Mestna galerija Nova Gorica)
on December 5, 2008, at 8.00 PM. The festival will run from December 5 to December 12, 2008.
Pixxelpoint is one of the most successful and renowned festivals of new media art in Slovenia and also abroad. Its purpose is firstly, to bring the information technology and new media art closer to
the general public, and secondly, to raise awareness about a different potential to use computer among the young.

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Written by Domenico Quaranta

September 29th, 2009 at 10:20 am

Il dominio sul petrolio

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Domenico Quaranta, “Il dominio sul petrolio”, in L’Unità, November 30, 2008, p. 42.

“Il tuo obiettivo è di produrre profitto con ogni mezzo necessario”. Si apre così il tutorial di Oiligarchy, ultimo gioco dell’italiana Molleindustria, fucina che produce “commento sociale in forma di gioco” per poi iniettarlo nella rete come un virus. Liberamente scaricabile, Oiligarchy affida al giocatore le sorti di un’anonima multinazionale del petrolio, con sede negli Stati Uniti, pozzi in Texas, Venezuela e Nigeria, e mire espansionistiche su Iraq e Alaska. Read the rest of this entry »

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September 9th, 2009 at 3:13 pm

Corsa alla Casa Bianca

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Domenico Quaranta, “Corsa alla Casa Bianca”, in L’Unità, November 2, 2008, p. 41

Politica e videogiochi vanno a braccetto da tempo. A colpi di joystick o di mouse si sono combattute vere e proprie guerre, dall’Afghanistan all’Iraq al conflitto israelo-palestinese; ma anche battaglie ideologiche meno cruente come la sicurezza negli aeroporti, la precarietà, i preti pedofili. Solo nel 2003, tuttavia, un candidato alla presidenza si è spinto a commissionare un gioco di propaganda. Il candidato era Howard Dean, gli sviluppatori Persuasive Games e Powerful Robot, due team di Montevideo specializzati in giochi virali pensati come strumenti di comunicazione innovativa. La risposta repubblicana fu Tax Invaders, un clone di Space Invader in cui George W. Bush combatteva contro le tasse annunciate da John Kerry.

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Written by Domenico Quaranta

September 9th, 2009 at 3:09 pm

«La guerra è finita», peccato sia un falso

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Domenico Quaranta, «La guerra è finita», peccato sia un falso, in L’Unità, November 15, 2008, pp. 36 – 37.

“Gli Stati Uniti sono il luogo dove tutto è possibile”, ha dichiarato Barack Obama nel suo primo discorso da Presidente eletto. La carica di entusiasmo e ottimismo che ha accompagnato l’elezione del neopresidente è stata presa alla lettera da un gruppo di attivisti, che la mattina di mercoledì 12 novembre hanno distribuito gratuitamente per le strade di diverse città americane (New York, ma anche Los Angeles, San Francisco, Chicago, Philadelphia e Washington), secondo l’Associated Press, qualcosa come 1 milione e 200.000 copie del New York Times, grazie all’aiuto di un migliaio di volontari. Il NYT di un mondo parallelo, in cui le promesse elettorali di Obama sono diventate realtà: l’assistenza sanitaria è gratuita, lo stipendio dei manager è stato ridotto, e soprattutto la guerra è finita. La copertina del finto NYT è presto approdata sul sito di quello vero, che si è dovuto scusare: “Ci spiace, ragazzi, il giornale non è gratuito. E la guerra in Iraq non è finita. Non ancora, almeno”. E tuttavia, il quotidiano di New York non se l’è presa a male, come del resto la maggior parte delle persone che hanno ricevuto il falso NYT all’uscita della metropolitana, cascandoci o meno. “Certo che è possibile” – dice un signore anziano in una videointervista pubblicata sul sito-clone (www.nytimes-se.com) che ha accompagnato l’uscita del finto giornale. “Ora abbiamo una occasione reale di avverare queste promesse.” “Se ci credi, è possibile”, incalza una ragazza. “È come un sogno”, commenta un giovane di colore. In effetti, per qualche ora almeno, il finto NYT è stato per l’America un sogno a occhi aperti – o, se vogliamo, la fine di un incubo di fronte a cui ha chiuso gli occhi per troppo tempo. “Merda! Te l’avevo detto che Obama l’avrebbe fatto!”, ha commentato un homeless salendo sulla metro. Spiega Franco Mattes, artista italiano a New York, che ha partecipato alla distribuzione: “è stata un’allucinazione collettiva di proporzioni gigantesche, come se avessimo versato LSD negli acquedotti di New York portando milioni di persone a credere di vivere nel futuro.”

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Written by Domenico Quaranta

September 9th, 2009 at 3:04 pm

DON’T SAY NEW MEDIA!

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Domenico Quaranta, “DON’T SAY NEW MEDIA!”, in FMR Bianca, n° 5, Franco Maria Ricci, Bologna, December 2008, pp. 92 – 107.

“Don’t say new media – Say art!” Gazira Babeli

“Forget the new, drop the media, enjoy art.”1 Régine Debatty

Queste due citazioni, entrambe molto recenti, sono emblematiche per vari motivi. La prima è l’ammonizione con cui Gazira Babeli, un’artista che vive nel mondo sintetico di Second Life, accompagna la spettacolare punizione che infligge a chiunque osi pronunciare la parola “new media” davanti ai suoi lavori: un tornado che solleva per aria il nostro alter ego digitale, o avatar, finché quest’ultimo corregge il tiro, dicendo semplicemente “arte”. Régine Debatty è una critica d’arte di origine belga che ha raggiunto la celebrità grazie a un blog intitolato We Make Money Not Art, per poi stupire – e, in certi casi, contrariare – il suo pubblico spostando l’enfasi della sua indagine dalla tecnologia all’arte senza prefissi. I due commenti rivelano, innanzitutto, che esiste un’area, ambiguamente definita “New Media” o “New Media Art”, a cui sia Régine che Gazira sono ricondotte loro malgrado; un termine e un’area in cui forse, un tempo, si sono riconosciute, ma che ora non le soddisfa più.

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Written by Domenico Quaranta

September 9th, 2009 at 2:56 pm