Fabio Cavallucci: libertà “da aeroporto”

“È una sorta di “libertà da aeroporto”: in aeroporto forse ci sentiamo liberi, ma non possiamo fare altro che seguire file e linee ben definite, dal check in al controllo di sicurezza, alla porta di imbarco. Così accade nella città: la progressiva espansione delle tecnologie che rendono più facile la vita, diminuisce la nostra libertà. In qualche modo riduce anche la nostra necessità di elaborare e di risolvere problemi, come fosse uno step precedente all’avvento dell’intelligenza artificiale in cui rinunciamo a una parte del nostro potere di prendere decisioni.” In Giulia Ronchi, “Come sarà la Biennale di Shenzhen 2019. La parola al direttore Fabio Cavallucci”, in Artribune, February 27, 2019