ALTERAZIONI VIDEO
Domenico Quaranta, “Alterazioni Video”, in Flash Art, n° 272, October – November 2008, p. 128
“Nemmeno noi possiamo accedere al sito. È sotto attacco da poco prima delle Olimpiadi. Sono quasi sicuro che siano stati i cinesi”, spiega Paololuca. Sorride. Teoria del complotto? Non credo: potrebbero escogitare di meglio. Vero è che, da qualche mese, il sito di Alterazioni Video fungeva da portale d’accesso a informazioni censurate dalla rete cinese: siti pornografici, dati di attivisti politici, ecc. Per ottenerle, bastava fotografare con uno smartphone uno dei loro tappeti – che trasformano i sistemi combinatori di Boetti in una tag QRCODE – e spedirlo a un programma di decrittazione che avrebbe restituito l’informazione codificata nell’opera.
Questi lavori fanno parte del progetto Night Talks of the Forbidden City (2007 – 2008), in cui AV si appropria di diversi “media” – dagli shopper ai timbri di giada, dagli alfabeti boettiani ai suoi tappeti codificati – e se ne serve per veicolare l’informazione censurata e introdurla nella città proibita: parole non pronunciabili, siti non navigabili, informazioni non accessibili. Usare un Boetti (e ogni luogo in cui viene riprodotto) per veicolare informazioni sensibili non è una provocazione né un atto di plagiarismo; non persegue solo uno scopo politico, né deve per forza servire a qualcosa. Chiunque si chieda se AV faccia arte o attivismo, se sia un gruppo di cinici carrieristi o di innocui no-global, o se il mondo dell’arte sia il luogo più adatto per certi discorsi è fuori strada. AV opera a un livello più maturo. AV è una società, un collettivo, una rete internazionale, un gruppo di amici; la sua identità è liquida come l’informazione che manipola; non agisce in una nicchia, ma si muove con agilità da una nicchia all’altra; intende l’arte come un “canale mediatico”, uno dei tanti attraverso cui disseminare i segni che ha alterato. Alterare e disseminare un segnale: AV non fa altro, in fondo. Sviluppare soluzioni immaginarie che impongono di ricodificare un medium, un segno, un evento, un fenomeno. Nulla di tutto ciò, ritessuto sul telaio meccanico di AV, sarà più come prima.
Ricodificare un medium: i timbri di giada, i tappeti, le videoinstallazioni. Nel 2004, per la mostra Empowerment, AV trasforma la sua installazione in un sistema di fund raising a difesa dei Black Bloc sotto processo. A Manifesta 7, l’installazione Copy Right No Copy Right diventa una piattaforma di file sharing: AV condivide col pubblico il suo archivio video, che comprende video d’artista scaricati illegalmente, e ne remixa alcuni nel video Artist’s Serial Killer.
Ricodificare un segno. The Aesthetic of Drugs (2007) è un’operazione di reauthoring in cui AV si appropria dei contenuti del database del nucleo antidroga statunitense, esplorando un immaginario fortemente condizionato dal pulp hollywoodiano e televisivo. In Untitled (2006) un litro di sangue, donato da un palestinese, viene sigillato e conservato in fiale d’argento e cristallo: quando la sua crescente rarità lo renderà prezioso, come un gioiello, o protetto, come una specie in via di estinzione?
Ricodificare un evento. Il video Disinformation (2005) utilizza il footage girato durante un’esercitazione antiterrorismo a Milano, ma l’uso sapiente delle convenzioni del giornalismo televisivo rende reale l’evento simulato. Guernica (2006) è un enorme monocromo blu che rilegge in chiave propositiva (un adeguamento ai canoni dell’arte contemporanea) la richiesta di Bush di coprire con un telo blu, durante l’annuncio della guerra in Iraq, la copia del quadro esposta all’ONU.
Ricodificare un fenomeno. Ovvero prendere un simbolo della cattiva gestione della cosa pubblica e rilanciarlo come “stile”. Incompiuto siciliano (dal 2007) è un ambizioso progetto nato dal censimento delle opere pubbliche mai completate, che intende rileggere questo “archivio di fallimenti e paradossi” – attraverso saggi, convegni, iniziative pubbliche, dossier – come una delle manifestazioni più interessanti dell’architettura italiana contemporanea.
Attivismo, ironia, vaniloquio? Le autorità di Giarre, il paese siciliano nominato “Capitale dell’Incompiuto” per le sue venti opere pubbliche mai concluse, hanno preso la proposta di aprire un Parco Archeologico dell’Incompiuto molto sul serio. La sua istituzione ha totalmente cambiato di segno un aspetto importante della nostra storia recente. Quale che sia l’impulso che l’ha generata, la soluzione immaginaria ha inciso sulla realtà.
Alterazioni Video è stato fondato a Milano nel 2003 da Paololuca Barbieri Marchi e Alberto Caffarelli, e completato l’anno seguente da Andrea Masu, Giacomo Porfiri e Matteo Erenbourg.
Principali mostre personali: 2008: DEA, Chi Wen Gallery, Taipei; 2007: Incompiuto Siciliano, The Italian Academy Columbia University, New York; Night talk of the forbidden city, DDM Warehouse Gallery, Shanghai; 2006: Mediterraneo, Chelsea Art Museum, New York.
Principali mostre collettive: 2008: Manifesta 7, Trentino – Alto Adige; 2007: Forms of Resistance, Van Abbemuseum, Eindhoven; 52 Biennale di Venezia, Venezia; Laws of Relativity, Fondazione Sandretto Rebaudengo, Guarente (CN); Remote Control, MoCA, Shanghai; 2006: AIR Exhibition, Location One, New York; 2005: Disobedience, Kunst Behetanien Museum & Play Gallery, Berlino; 2004: Empowerment, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova.





